Avete mai guardato Quelli che il Calcio? Io no. Ma è proprio questa trasmissione ad avermi dato lo spunto per questo post. Si tratta del classico programma medio tipico del livello della televisione italiana, ma fa qualcosa che la distingue dalle altre sue consanguignee: invita gli artisti a cantare dal vivo. Già, dal vivo. Ovverosia in playback. Quelli che il Calcio è una finestra spalancata sulla situazione della musica (e purtroppo dell’arte in generale) in Italia.
Mesi fa si è diffuso su Youtube un divertentissimo video registrato in cui Simona Ventura viene candidamente presa in giro da dei bravissimi Muse, che suonando il loro singolo Uprising decidono di scambiarsi di ruolo. Nessuno in studio sembra accorgersene.
Abbiamo una conduttrice che li presenta come “eclettici” e “coraggiosi” e tutti i fan e conoscitori del gruppo che da casa si rendono perfettamente conto della provocazione in corso. La produzione della trasmissione ha fatto ciò che sa fare meglio: li ha obbligati al playback. E loro hanno reagito in modo magistrale. Il cantante/batterista palesemente si diverte a interpretare un ruolo che non è il suo, battendo sui tamburi a caso e facendo linguacce ad una regia che convinta che sia davvero questa la formazione del gruppo insiste ad inquadrarlo. Chi invece fa il ruolo del cantante è fenomenale. Dopo aver ascoltato la magnifica espressione “very international!” (che personalmente mi fa rabbrividire), risponde all’intervista della Ventura (che qualcosa si è andata a leggere su Wikipedia a quanto pare) a tono parlando continuamente di “our drummer” (= il reale cantante). Qualcuno dal pubblico ride a crepapelle.
Ma non sono i soli a comportarsi così:
Il commento della Rai accanto al video parla di “problemi tecnici”. La verità è che Allison Goldfrapp usa il ridicolo pretesto del palloncino a terra per comunicare a tutti il fatto che si tratta dell’ennesimo, patetico playback. La Ventura è addirittura seccata, effettivamente dev’essere frustrante doversi chinare a pulire per una cantante così schizzinosa. Non posso che citare il commento di un utente su Youtube:
Si, ci vuole proprio la ventura, la regina dei reality (che piu in basso non si puo), a guardare dall’alto al basso un’artista del calibro di Alison Goldfrapp! Ma fammi il piacere!
Ma la domanda è: lei ha presente chi ha davanti? Che quella ragazza bionda e antipatica col microfono in mano non è l’ennesimo calciatore con la terza media ma un’artista poliedrica e pluripremiata?
Purtroppo il problema però è più esteso, obbligare una band al playback significa pagare e rischiare di meno e la tendenza è questa praticamente ovunque. Dalle trasmissioni RAI ai club, la musica funziona così. “Miglior” risultato col minimo sforzo, anche se questo si traduce nel metter sul palco artisti (e dj) mediocri.
Mi fermo qui, non voglio parlare del mio settore e vorrei sapere cosa ne pensate voi. Avete visto queste esibizioni? Secondo voi perchè a quanto pare Kesha è stata l’unica a riuscire a cantare dal vivo?








