Come moltissimi di voi sapranno grazie a Twitter (anche se non ho pubblicizzato enormemente la cosa), circa un mese fa ho sostituito il mio MacBook bianco di tre anni con un nuovo e fiammante MacBook Pro. Partiamo da un po’ di storia.
Quando ho acquistato il MacBook tre anni, era il mio primo Mac. L’idea era quella di usarlo come computer d’appoggio (principalmente per il fatto che era un portatile) al mio potentissimo e nuovissimo PC assemblato (Pentium 4 e 1GB RAM). Logicamente le cose sono andate un in modo un po’ diverso e poco tempo dopo il PC giaceva scollegato sotto alla scrivania e il MacBook invece era appoggiato sopra ad un Elevator, collegato ad uno schermo come si deve a ricoprire il ruolo di mio unico computer. Cosa si richiedeva a questo Mac? Attività ordinarie, testi, web e cose scolastiche, fotografia (Aperture), grafica (Photoshop e Illustrator) e soprattutto musica (Ableton Live e qualche bagliore di Traktor Pro e Logic 9). Non ci è voluto molto tempo per rendermi conto che dentro a quei 13 pollici di policarbonato bianco si stava un po’ stretti.
Quando si avvicinava il suo terzo compleanno, dopo la presentazione dei MacBook Pro unibody ho capito che il suo successore sarebbe stato uno di loro. Quale? L’idea era comunque di optare per più piccolo da 13 pollici: potenza sufficiente e portabilità (quasi) imbattibile. Poi ho avuto in mano qualche ora un 15 pollici e immediatamente ho cambiato idea. Quindi ho aspettato mesi perché Apple si decidesse ad aggiornare la linea che ormai si portava dietro più di nove mesi di obsolescenza. Quando finalmente il magico giorno è arrivato ho scelto: MacBook Pro 15”, Intel Core i7 e soprattutto schermo Hi-Res.
Quest’ultima è stata davvero una sorpresa gradita. In parole povere hanno chiuso dentro al 15” uno schermo con la risoluzione del vecchio 17” (1680*1050), mettendo a disposizione molto più spazio su cui lavorare. A questo punto il confronto con il 13” non aveva più ragione di esistere. Tranne per un aspetto: i prezzi sono ulteriormente saliti, con il risultato che una macchina così costruita finisce per essere davvero costosa. Ho sperato che ne valesse la pena.
Ora, è inutile che io mi dilunghi a scrivere una sottospecie di review. Ne avrete già lette a milioni. Mi limiterò a darvi una carrellata di impressioni personali.
Unibody
Non ho mai avuto un computer realizzato in alluminio, tantomeno con questo metodo costruttivo. Per chi non lo sapesse, quello che Apple fa è sostanzialmente ricavare lo chassis del notebook da un blocco massiccio di alluminio. Esattamente come si costruiscono i motori delle F1 o delle moto da gara. E’ un sistema molto amato dal pubblico e su cui sono state spese migliaia di parole di elogio. Non abbastanza. La precisione con cui è scolpito il guscio non smette mai di stupirmi, non ci sono giochi o tolleranze.

Se siete appassionati di design industriale continuerete a guardare i fori degli altoparlanti, o le microforature da cui passa la luce del led di stato che “respira” quando il Mac è in stop. Un’unica cosa mi lascia abbastanza perplesso: la mania dei designer per gli spigoli vivi. Sicuramente sono molto belli esteticamente parlando, ma sono anche scomodi. Nell’incavo per l’apertura del coperchio, i due angoli sono decisamente appuntiti e tutto il bordo è molto netto. Nei primi momenti d’uso, se non si è abituati appoggiando i polsi si creano dei segni sulle braccia. E’ una cosa abbastanza sgradevole. Devo dire però che ho smesso di vederli da tempo, e non mi sono concentrato sul cambiare il mio modo di utilizzare la tastiera, quindi evidentemente si tratta semplicemente di abitudine.
Tastiera e trackpad
La tastiera visivamente è la stessa di tutti i Mac degli ultimi anni nella sua versione nera e retroilluminata. Questo suo particolare aspetto (non pensavo) la rende veramente comoda da usare al buio, sicuramente i più scafati typist che conoscono a memoria la posizione dei tasti beneficeranno meno da questa funzione, ma anche soltanto per individuare i tasti funzione (volume, retroilluminazione, controlli di iTunes) è molto simpatica.
Nessuno ha poi parlato del feedback vero e proprio dei tasti, che a me sembra decisamente migliorato. I tasti sono più precisi e silenziosi e mi sembra che questo miglioramento si ancor più visibile nella versione da 13”.
Il trackpad è enorme e ha una trama per cui scorrerci sopra le dita è veramente un piacere. La mancanza del tastone classico di tutti i MacBook è abbastanza strana all’inizio e non è nemmeno così comoda come Apple sostiene. Abilitando il tap-to-click in ogni caso l’utilizzo del trackpad diventa velocissimo ed efficace.

Schermo
Questa è la parte che preferisco. Sì, l’ho preso lucido, potevo averlo opaco e l’ho ugualmente preso lucido. Amo questo pezzo di vetro, la cornice nera e i colori magnifici che crea. Sì, ci sono i riflessi e se un giorno mi accorgerò che non riesco ad utilizzarlo comprerò una pellicola. Fine della storia.
La versione ad alta risoluzione è davvero un piacere da guardare, i pixel sono molto piccoli (ok, non così piccoli) e tutto il display è definito e chiaro. Penso che questo optional sia in assoluto la cosa migliore che potevano aggiungere a questo computer. Lo spazio di lavoro permesso dalla risoluzione è enorme, soprattutto è impensabile vista la dimensione dello schermo. Allo stesso tempo però le scritte non sono troppo piccole da essere leggibili con difficoltà. A voler essere completamente sincero, faccio molta fatica a trovare un qualsiasi difetto a questo schermo, forse la storia dei riflessi ma come avrete capito dal mio punto di vista non rovinano minimamente l’esperienza che regala questa meraviglia. Mai avrei pensato che uno schermo a LED potesse essere così diverso da un LCD normale. Accanto a questo il mio T260 sembra una patacca.
Prestazioni
Qui poco da dire, l’i7 corre che è un piacere. Non ho mai visto rallentamenti, nemmeno nel fare quelle cose con cui il vecchio MacBook arrancava pesantemente. Sarà il processore, sarà la RAM raddoppiata o la presenza di una GPU degna di questo nome, ma è veramente un treno. C’è da dire che il grosso problema del MacBook era quella maledetta integrata Intel che dava problemi a fare praticamente qualsiasi cosa, ma vedere girare su questo schermo filmati a 1080p senza che il computer rallenti neanche un po’ è veramente un godimento. In più, anche se sembra una banalità, finalmente riesco a utilizzare TweetDeck dimenticandomi che oltre ad essere un ottimo prodotto è anche un divoratore di risorse impressionante.
Portabilità
Come ho scritto prima, ero indirizzato sul 13”. Meno male che ho preso il 15”. E’ più grande e pesa di più, ma con questo schermo e soprattutto con questa risoluzione ci si lavora seriamente anche se non è attaccato ad uno schermo esterno. Il risultato è che viene molta più voglia di portarlo in giro. A dire la verità, è sempre con me. Spesso lasciavo a casa il MacBook perché sapevo che difficilmente avrei potuto farci qualcosa di importante utilizzando lo schermo integrato. Qui la storia è decisamente cambiata. E in ogni caso, personalmente non sento minimamente il maggior peso.
Conclusioni
Come penso sia evidente, sono contentissimo del mio acquisto. Fa tutto quello che voglio che faccia e lo fa bene, molto bene. Il suo unico problema, come ho detto, è il prezzo. I MacBook Pro sono sempre state delle macchine costose, secondo me troppo. Intendiamoci, se tornassi indietro lo riprenderei immediatamente, ma questo non cancella il fatto che costa molto più della concorrenza, pur senza offrire alcune cose che ancora mancano inspiegabilmente (HDMI, Blu-Ray). In ogni caso non saranno soldi che vi pentirete di aver speso, su questo potete stare sicuri.
PS: chiedo scusa per le immagini stock. Appena la mia fotocamera tornerà da me le sostituirò con quelle del mio portatile.








